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日志


2月19日

William Shakespeare

Ebbene è questa l'inumana legge dell'amore.
L'amore è una nebbia formata con vapore di sospiri: se la nebbia si dissipa,
l'amore è un fuoco che sfavilla negli occhi degli amanti;
se vien tagliato, l'amore si risolve in un mare alimentato dalle lacrime degli amanti.
Che cos'altro è l'amore, se non una pazzia molto discreta, una amarezza che soffoca, e 
una dolcezza che fa bene?
Essa è troppo bella, per guadagnarsi la beatitudine celeste facendo disperare me;
ha fatto voto di non amare, e quel voto lasciandomi vivere uccide me che vivo per 
dirti ora questo.
Chi è colpito da cecità non può dimenticare il prezioso tesoro della 
vista perduta. Mostrami una donna di straordinaria bellezza: che cosa 
sarà per me questa sua bellezza, se non una pagina, dove io leggerò il 
nome di colei che è ancora più straordinariamente bella?
Mille volte cattiva notte, invece, poiché mi manca la tua luce.
La vita non è che un'ombra che cammina; un povero commediante che si 
pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non 
se ne parla più.
A piccoli passi, ogni domani striscia via fino all'ultima sillaba del 
tempo prescritto.

Ma se le parole gentili e appassionate non riescono a indurvi a più 
soavi modi, vi corteggerò, a fil di spada, e vi amerò contro natura 
d'amore.
La tua virtù è la mia sicurezza. E allora non è notte se ti guardo in 
volto, e perciò non mi par di andar nel buio, e nel bosco non manco 
compagnia perché per me tu sei l'intero mondo. E come posso dire 
d'esser sola se tutto il mondo è qui che mi contempla?
Chi sei tu, che nel buio della notte osi inciampare nei miei più 
profondi pensieri?
Rinuncia al tuo potere di attrarmi e io perderò la volontà di seguirti.
Amore guarda non con gli occhi ma con l'anima.
La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il 
mio amore: più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti.
Ride delle cicatrici d'amore colui che non ha mai provato una ferita.
Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante 
piccole stelline, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si 
innamorerà della notte.
Nulla è bene o male, se non si pensa di fare bene o male. 
La fortuna guida dentro il porto anche navi senza pilota. 
Se tutto l’anno ci fosse vacanza, divertirsi sarebbe tedioso come lavorare. 
Finchè possiamo dire: Quest’è il peggio, vuol dire che il peggio può ancora venire. 
Ama tutti, fidati di pochi, non fare torto a nessuno. 
Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio. 
Il dubbio di qualcosa di brutto molte volte è più angoscioso di una certezza. 
Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non può comprendere. 
Quando si nasce si piange perchè ci si ritrova in questo palcoscenico di matti. 
L’amante, il pazzo ed il poeta hanno la stessa fantasia. 
Oh! è eccellente avere la forza d’un gigante, ma è tirannico usarla come un gigante. 
L’amore è uno spirito non d’altro composto che di fuoco, non così denso da affondare,
ma così leggero da aspirare a innalzarsi. 
Sei tu la parte migliore di me stesso, il limpido specchio dei miei occhi, il profondo del cuore, 
il nutrimento, la fortuna, l’oggetto di ogni mia speranza, il solo cielo della mia terra,
il paradiso cui aspiro. 
Quando si è saggi vuol dire che non si ama, perché essere saggi e amare supera l’umana possibilità,
è cosa per gli dei lassù. 
Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire 
quando l'altro s'allontana. Oh no! Amore è un faro sempre fisso che 
sovrasta la tempesta e non vacilla mai; Amore non muta in poche ore o 
settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; se 
questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha 
mai amato.
l'amore è un fumo che nasce dalla nebbia dei sospiri;
se purificato, è un fuoco, che guizza negli occhi degli amanti
se agitato, è un mare che si nutre delle loro lacrime...
ma che altro può essere?
pazzia discreta,
soffocante amarezza e dolcezza che alla fine ti salva.
La ragazza più schiva è troppo prodiga già se svela la sua beltà alla luna.
Presta l´orecchio a tutti, la tua voce a qualcuno, senti le idee di tutti ma pensa a modo tuo.
Una goccia di male spesso annerisce tutto ciò che è nobile
La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, ma 
nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quando è in gioco
l´onore.
2月18日

Cyrano De Bergerac

ROSSANA: Vengo giù.

CIRANO: No!

ROSSANA: Salite allora voi, qui, presto!

CIRANO: No!

ROSSANA: Perché no?

CIRANO: Lasciatemi coglier questo pretesto dell'occasione che qui ci offre il potersi parlare sì dolcemente, così.

ROSSANA: Senza vedersi?

CIRANO: Ma sì, è incantevole, ci indoviniamo appena. Voi sentite un mantello che del nero si svena, io intravedo un biancore di veste che vapòra. Io non sono che un'ombra, voi l'eco di un'aurora. E immagino di non avervi mai parlato avanti…

ROSSANA: È vero, i vostri toni erano meno stimolanti.

CIRANO: Sì, perché nel buio che mi va proteggendo io oso essere me stesso e oso… Stavo dicendo? Ah, non so, è così tutto… scusate l'emozione… così delizioso, così nuova occasione.

ROSSANA: Così nuova?

CIRANO: Sì, d'essere sincero. La paura di essere dileggiato contro di me congiura.

ROSSANA: Dileggiato?

CIRANO: Ma… per uno slancio. Sì, il mio cuore del mio spirito sempre si veste per pudore. Ah, lo spirito è inutile in amore! È da canaglia prolungare in amore l'inutile battaglia. Il momento poi viene, senza un ripensamento, e rimpiango coloro a cui non tocca un tal momento, quando sentiamo in noi che un amore nobile esiste e che anche un lieve cenno lo può rendere triste.

ROSSANA: Sì, il momento è questo e ci offre ora il suo frutto. Che cosa mi direte?

CIRANO: Ma tutto, tutto, tutto, così come sarà darò ciuffo per ciuffo senza farvene un fascio. Vi amo, e mi ci tuffo, t'amo! Son pazzo, non ne posso più, è troppo! Ed il tuo nome in gola è un nodo, un cappio, un groppo. Di te io mi ricordo ogni fatto, tutto ho amato. Io so che un giorno, il dodici maggio l'anno passato, cambiasti, per uscire al mattin, pettinatura. Fu come un nuovo sole, la tua capigliatura. Ti è chiaro allora adesso? Infin lo vuoi capire? Senti l'anima mia nell'oscurità salire? Oh, è vero che stasera c'è un sogno intorno a noi. Io che vi dico questo, voi mi ascoltate, voi. Be', è troppo. Nella speranza più modesta mai ho sperato tanto. Per questo non mi resta null'altro che morire. È per i miei sussurri ch'ella trema furtiva lassù, tra i rami azzurri? Scende il tremor bramato dalla tua mano insino all'ultimo dei fili di questo gelsomino.

ROSSANA: Sì, io tremo, e io piango, e cedo alla tua corte, tu mi hai inebriata.

CIRANO: Allor venga la morte… Quell'ebbrezza, è la mia, che ha espugnato la rocca. Io non domando altro che chiedervi…

CRISTIANO: … la bocca!

ROSSANA: Eh? Cosa? Voi chiedete…?

CIRANO: Sì, io… vai troppo in fretta!

CRISTIANO: Visto che è tanto scossa, e diamoci una stretta!

CIRANO: Sì, io ho chiesto, è vero… ma santo cielo!… però quello che dico non è sempre vengelo. Il bacio… no!… fa niente, la richiesta è precoce.

CRISTIANO: Perché?

CIRANO: Crepa, Cristiano!

ROSSANA: Che dite a bassa voce?

CIRANO: Sono andato lontano, e non ho un'attenuante. Io mi dicevo: "Taci Cristiano, un istante!"

CRISTIANO: Ottienimi quel bacio!

CIRANO: Aspetta!

ROSSANA: Sono sola?

CIRANO: Parlavamo di un bacio…

ROSSANA: No…

CIRANO: Sì, è dolce la parola.

ROSSANA: Tacete.

CIRANO: Un bacio… ma cos'è, così d'un tratto? Un giuramento reso tra sé e sé, un patto più stretto... È come un traguardo che insieme è un avvio, un punto rosa acceso sulla "i" di "amore mio", un bisbiglìo alle labbra perché l'orecchio intenda, il brivido del miele di un'ape che sfaccenda, una comunione presa al petalo di un fiore, un modo lungo e lieve di respirarsi il cuore e di gustarsi in bocca l'anima poco a poco.

 

2月17日

Ho Quasi Paura

Ho quasi paura, in verità,
tanto sento la mia vita allacciata

al pensiero radioso
che l'anima mi ha preso l'altra estate,

tanto la tua sempre cara immagine
abita in questo cuore tutto tuo,

questo mio cuore soltanto bramoso
di amarti e di piacerti!
Io tremo - e tu perdona
la mia estrema franchezza -

se penso che un sorriso, una parola
da parte tua son legge ormai per me,

e che ti basterebbe un solo gesto,
una parola, un battito di palpebre,

per chiudere il mio essere nel lutto
della sua celeste illusione.

 

(Paul Verlaine)

2月16日

Il Piccolo Principe

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

 

Antoine de Saint-Exupery

2月15日

Uno, nessuno e centomila....

Chi era colui? Nessuno. Un povero corpo, senza nome, in attesa che qualcuno se lo prendesse.Ma, all'improvviso, mentre così pensavo, avvenne tal cosa che mi riempì di spavento più che di stupore.Vidi davanti a me, non per mia volontà, l'apatica attonita faccia di quel povero corpo mortificato scomporsi pietosamente, arricciare il naso, arrovesciare gli occhi all'indietro, contrarre le labbra in su e provarsi ad aggrottar le ciglia, come per piangere; restare così un attimo sospeso e poi crollar due volte a scatto per lo scoppio d'una coppia di starnuti. S’era commosso da sé, per conto suo, ad un filo d'aria entrato chi sa donde, quel povero corpo mortificato, senza dirmene nulla e fuori della mia volontà. «Salute!» gli dissi. E guardai nello specchio il mio primo riso da matto.

 

Baciotto, Giada.

 

 

 

 

2月14日

Shy

I Can see how you are beautifull, can you feel my eyes on you,
I'm shy and turn my head away
Working late in diner Citylite, I see that you get home alright
Make sure that you can't see me, hoping you will see me
Sometimes I'm Wondering why you look me and you blink your eye
You can't be acting like my Dana, can you?
I see you in Citylite diner serving all those meals and then
I see reflection of me in your eye, oh please
Talk to me, show some pity

You touch me in many, many ways
But I'm shy can't you see
Obsessed by you, your looks, well, anyway "I would any day die for you",
I write on paper & erased away
Still I sit in diner Citylite, drinking coffee and reading lies
Turn my head and I can see you, could that really be you
Sometimes I'm wondering why you look me and you blink your eye
You can't be acting like my Dana?
I see your beautifull smile and I would like to run away from
Reflections of me in your eyes, oh please
Talk to me, show some pity
You touch me in many, many ways
But I'm shy can't you see
I see, can't have you, can't leave you there 'cos I must sometimes see you
But I don't understand how you can keep me in chains
And every waken hour, I feel your taking power From me and I can't leave
Repeating the scener over again
Sometimes I'm wondering why you look me and you blink your eye
You can't be acting like my Dana
I see your beautifull smile and I would like to run away from
Reflections of me in your eyes, oh please
Talk to me, show some pity
You touch me in many, many ways
But I'm shy, can't you see

Vedo quanto sei bella, senti i miei occhi su te?,
Sono timido e volto la testa altrove
Lavori fino a tardi alla tavola calda Citylite, controllo che torni a casa tranquilla
Mi assicuro che non tu non mi veda, sperando che mi vedrai
A volte mi chiedo perché mi guardi e strizzi l'occhio
Non può essere che ti comporti come la mia Dana, vero?
Ti vedo servire tutti quei pasti alla tavola calda Citylite e poi
Vedo il mio riflesso nei tuoi occhi, oh ti prego
Parlami, mostrami un po' di pietà
Mi emozioni in molti, molti modi
Ma sono timido, capisci?
Ossessionato da te, dai tuoi sguardi, beh, ad ogni modo, "Morirei per te ogni giorno",
Scrivo sulla carta poi cancello
Siedo ancora alla tavola calda Citylite, bevendo caffè e leggendo bugie
Mi volto e ti vedo, sei veramente tu?
A volte mi chiedo perché mi guardi e strizzi l'occhio

Non può essere che ti comporti come la mia Dana, vero?
Vedo il tuo bel sorriso e vorrei scappare
Riflessi di me nei tuoi occhi, oh ti prego
Parlami, mostrami un po' di pietà
Mi emozioni in molti, molti modi
Ma sono timido, capisci?
Lo so, non posso averti, non posso lasciarti lì perché a volte devo vederti
ma non capisco come puoi tenermi così in catene
Ed ogni volta che mi sveglio, sento che prendi potere da me e non riesco ad andarmene
Rivedendo la scena molte volte
A volte mi chiedo perché mi guardi e strizzi l'occhio
Non può essere che ti comporti come la mia Dana, vero?
Vedo il tuo bel sorriso e vorrei scappare
Riflessi di me nei tuoi occhi, oh ti prego
Parlami, mostrami un po' di pietà
Mi emozioni in molti, molti modi
Ma sono timido, capisci?

(Suonata Artica)

2月5日

La mort des amants

Nous aurons des lits pleins d'odeurs légères,
Des divans profonds comme des tombeaux,
Et d'étrangers fleurs sur des étagères,
Écloses pour nous sous des cieux plus beaux.

Usant à l'envie leurs chaleurs dernières,
Nos deux coeurs seront deux vastes flambeaux,
Qui réfléchiront leur doubles lumières
Dans nos deux esprits, ces miroirs jumeaux.

Un soir fait de rose et de bleu mystique,
Nous échangerons un éclair unique,
Comme un long sanglot, tout chargé d'adieux ;

Et plus tard un Ange, entr'ouvrant les portes,
Viendra ranimer, fidèle et joyeux,
Les miroirs ternis et les flammes mortes.

Avremo letti intrisi di sentori tenui,
divani oscuri come avelli,
e sulle mensole nuovi e strani fiori,
nati per noi sotto i cieli più belli.

Consumandosi a gara,
i nostri cuori saranno due grandi torce,
che rifletteranno la loro doppia luce
nei nostri spiriti,specchi gemelli.

Una sera di rosa e d'azzurro mistico,
un lampo solo ci vedrà commisti,
come un lungo singhiozzo carico d'addio.

E più tardi un angelo,schiudendo le porte,
verrà a ravvivare, fedele e gaudioso,
gli specchi opachi e le due fiamme morte.

(Charles Baudelaire)

2月3日

Per Imparare Qualcosa...

Ho imparato... che nessuno è perfetto...Finché non ti innamori.
 
Ho imparato... che la vita è dura... Ma io di più!!!
 
Ho imparato... che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu... le prende qualcun altro.
 
Ho imparato... che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte.
 
Ho imparato... Che bisognerebbe sempre usare parole buone...Perchè domani forse si dovranno rimangiare.
 
Ho imparato... che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
 
Ho imparato... che non posso scegliere come mi sento... Ma posso sempre farci qualcosa.
 
Ho imparato... che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la vita.
 
Ho imparato... che tutti vogliono vivere in cima alla montagna....Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
 
Ho imparato... che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
 
Ho imparato... che è meglio dare consigli solo in due circostanze... Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
 
Ho imparato... che meno tempo spreco... più cose faccio.
12月27日

GraziE....

Dicono che gli amici si vedono nel momento del bisogno...ed è proprio vero! Questi ultimi giorni sono stati un vero inferno per me. Purtroppo non riesco mai a stare fuori dai casini, combino guai uno dietro all’altro e tutto perchè sono una stupida che non pensa mai abbastanza a quello che fa. Forse è vero, per certi versi sono ancora una bambina; forse sono pure un pò presuntuosa perchè credo di averne passate tante nella mia vita, di aver fatto tante esperienze e invece...continuo solo a fare sbagli su sbagli rovinando ciò a cui davvero tengo e per poi piangere dopo. Comunque siano andati questi giorni, ho capito tante cose: che devo crescere un pò, smettendo di prendere tutto molto alla leggera perchè tutto quello che si fa ha delle conseguenze; che devo essere una persona migliore, perchè negli ultimi tempi mi sono comportata veramente male con persone che nemmeno se lo meritavano...ma che, infine, si sono rivelate davvero buone con me e mi hanno dimostrato di essere dei veri amici. So di non essere stata una buona amica, una buona fidanzata, una buona amante, una buona figlia e forse, alle volte, nemmeno una buona persona...ma sto cercando di migliorare; e solo dopo aver capito gli sbagli si può migliorare...adesso ho capito...e l’ho capito attraverso queste persone! In momenti come questi posso solo ringraziare e pensare, che infondo, mi lamento sempre ma sono molto più fortunata di quanto penso! Grazie...

Bacio, Giada
12月25日

Significato Dei Colori

ARANCIONE:
simbolizza la fiamma, il fuoco, la lussuria.

ARGENTO:
simbolizza la luna, il principio femminile, la verginità.

BIANCO:
simbolizza l'indifferenziato, la perfezione trascendente, innocenza, la luce, il sole, l'aria, castità, santità, sacralità, la redenzione, autorità spirituale. Una veste bianca indica purezza, castità o il trionfo dello spirito sulla carne. l'anima purificata, gioia, verginità, vita santa. Il bianco associato al nero simbolizza la dualità, i due opposti, il bene e il male. Il bianco associato al rosso simbolizza il diavolo, il purgatorio. Il bianco è presente in molte cerimonie e fasi della vita come il battesimo, la cresima, le cerimonie religiose, il matrimonio, la morte, i santi, ecc.

BLU:
simbolizza la la verità, l'intelletto, rivelazione, saggezza, lealtà, fedeltà, costanza, castità, affetti casti, reputazione senza macchia, magnanimità, prudenza, pietà, pace, contemplazione, freddezza. il blu è il colore delle grandi profondità del mare, del principio femminile della acque, il blu del cielo è la grande madre, poi simbolizza anche il vuoto,l'innocenza primordiale e lo spazio infinito. La fede, la Madonna, la tranquillità.

GIALLO:
è un colore ambivalente, il giallo chiaro simbolizza la luce del sole, l'intelletto, intuito, fede e bontà. Il giallo scuro simbolizza slealtà, tradimento, gelosia, ambizione, avarizia, furtività, inganno, perfidia. Il giallo dorato simbolizza la sacralità, la divinità, la verità rivelata.

GRIGIO:
simbolizza il neutro, lutto, depressione, le ceneri, umiltà, penitenza. Morte del corpo e immortalità dell'anima.

MARRONE:
simbolizza la terra. morte spirituale, rinuncia al mondo.

NERO:
simbolizza l'oscurità primordiale, il non-manifesto, il vuoto, il male, le tenebre della morte, vergogna, disperazione, distruzione, corruzione, dolore, tristezza, umiliazione, rinuncia, solennità, costanza, rappresenta anche il tempo, duro, spietato e irrazionale, ed è associato alla parte oscura della grande madre. Il nero o il blu è il colore del caos. E associato al lutto e alla stregoneria e alla magia nera. Associato al pianeta Saturno e al numero 8. Simbolizza anche l'inferno, al diavolo.

ORO:
associato al sole, al potere divino, all'immortalità,la materia della vita, al fuoco, radiosità, fuoco, gloria, agli dei, al grano maturo.

PORPORA:
regalità, potere imperiale e sacerdotale, orgoglio, verità, temperanza, simbolizza dio, umiltà, penitenza ed è il colore della quaresima.

ROSSO:
rappresenta il sole e tutti gli dei della guerra. e principio maschile, attivo, il fuoco, la regalità, l'amore, la gioia, le celebrazioni festive, la passione, l'energia, la ferocia, la sessualità, il fuoco, il sangue, la collera, vendetta, il martirio, la forza d'animo, la fede, la magnanimità, rinnovamento della vita, il rosso con il bianco rappresenta la morte, rosso nero e bianco rappresenta i tre stadi dell'iniziazione. Nella simbologia cristiana rappresenta la passione di Cristo e il suo sangue versato, le pentecoste, fede fervida, amore, potere, dignità, audacia, il colore del martirio e della crudeltà.

VERDE:
colore ambivalente, simboleggia la primavera della vita e la morte; anche gioventù, speranza, contentezza, cambiamento, la transitorietà e la gelosia.Il paradiso, la natura, l'abbondanza, la prosperità, la pace. il verde acerbo simboleggia l'inesperienza, la follia, l'ingenuità.E' associato al n.5 ed è il colore delle fate. il verde primaverile simboleggia l'immortalità, la crescita dello spirito santo nell'uomo, la vita, il trionfo della vita sulla morte. Iniziazione, opere buone, il verde pallido è associato a satana e alla morte.

VIOLA:
simboleggia l'intelligenza, conoscenza, devozione religiosa, santità, sobrietà, umiltà, penitenza, dolore, temperanza, nostalgia, afflizione, lutto, vecchiaia, regola e autorità sacerdotale, verità, digiuno, tristrezza, oscurità, ed è il colore associato a Maria Maddalena.
12月24日

Ricominciare....

Si deve sempre ricominciare da qualche parte...e stavolta si deve ricominciare per bene! Così si riparte con una canzone...Vorrei...
 
<<Vorrei conoscer l' odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell' aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell' Appennino dove risuona
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...>>
 
Giada
12月20日

Lo Sapete Perchè Fu Inventato L'Amore?

Non per riprodursi e continuare la specie, non, per quello il sesso bastava e avanzava. Sesso e guerra, perchè prima di accoppiarsi bisognava scornarsi (con il rivale). No, l’amore fu inventato da qualcuno – un pioniere, non si sa nulla di lui o di lei, se era bianco o nero, giovane o vecchio, forse non era neppure umano, era un’entità, chiamiamola E – che aveva tanta voglia di parlare con qualcuno. Ma come fare? Se le uniche cose socialmente ammesse e trendy erano: cacciare e essere cacciati, scornarsi e accoppiarsi? Eppure questa voglia, sottile, insistente, struggente, minava la serenità di E, la nostra entità, e la costringeva a starsene seduta per lunghe ore a guardare la luna emettendo suoni che non erano nè borbotii di pancia vuota, nè minacce, ma erano i suoni antenati di conversazione e poesie e canzoni e dichiarazioni d’amore. Passò di lì qualcuno che se li sentì risuonare dentro come un’eco lunga e nervosa, in realtà era pronto a rispondere ma conoscendo altri modi emise un ringhi RRRRRrrrrr, che lo qualificò istantaneamente come Rivale. Ed eccoli lì, E ed R, a fronteggiarsi sonoramente. Si annusano, rizzano il pelo, e di fatto cominciano a parlarsi...è un dialogo incompleto, disarmonico, un pò distratto...si sente che manca qualcosa. Finchè non apparve lei, O. Chiunque fosse quella O, fu subito chiaro che era l’Oggetto e Ossessione dell’amore – che ancora non esisteva del tutto, era un prototipo sperimentale – e così i nostri E ed R presero a parlare giorno e notte, emettendo i loro suoni che si erano fatti più articolati e sonori, un pò come suonare con tre note anzichè con una sola o due. Che concerto. Desiderio, nostalgia, bellezza ideale, tutto era lì ancora confuso e mescolato e veniva fuori sonoramente, saturando l’aria. E fu così che i nostri due, pensando a lei, ad O, ed emettendo ruggiti miagolii sibili latrati e bramiti, ebbero sempre più bisogno di spazio, perchè i suoni, soprattutto quelli d’amore, hanno bisogno di un’eco, di un pubblico che vibri all’unisono, e fu così che si accorse che attorno a loro esisteva il Mondo.

Il vasto Mondo che prima era stato relativamente tranquillo e adesso invece era un bailamme, il Mondo necessario per fare da contorno e cassa di risonanza a tutti gli amori e le storie d’amore, perchè se non si raccontano e non si ascoltano, se non si propagano per monti e valli e deserti, che storie sono?

E a questo punto i nostri due, E ed R, con la loro bella O, che un pò li badava e un pò no, e nel complesso li faceva soffrire in maniera squisita e soddisfacente, ormai piuttosto raffinati e perfino un pò sofisticati, sentirono l’esigenza di distinguersi, di inventarsi qualcosa di più e di diverso da tutti quegli altri che continuavano a vivere come prima, tranquilli, senza scomporsi. Tipo i leoni gli sciacalli le iguane e il comune cane della prateria. E cosa gli passa pe la testolina? Tò, dicono, noi abbiamo l’Anima e voi no. E questa fu una pensata che a tutt’oggi non si sa se è buona o no.

Fin dall’inizio fu molto controversa: cos’è mai quest’Anima che sento piena d’amore e strazio?

E tu, Anima mia, che sei l’Oggetto del mio amore, chi sei? E soprattutto dove sei, perchè sei col mio rivale, bella senz’Anima, e non con me? E vai coi rovelli!

E con tutto questo ribollire di cose da dire, di toni e di suoni, di emozioni e sensazioni, di nostalgie e malinconie, volete che non s’inventassero la Lingua? Era un must. La inventarono, e poi da una, che non bastava, se ne fecero tante. E ancora non bastano. Come sapete bene quando vi innamorate, le parole non bastano, siete sempre lì a cercarne di nuove, e detta una ecco che un’altra incalza.

E alla fine tutti si presero per mano per festeggiare questa loro invenzione, E ed R e O e M e A e L, e girarono in tondo, e quando furono tutti capovolti fecero L’AMORE, ed è così che li vediamo ancora adesso.

Margherita Giacobino

12月19日

Lettera a F

Non sempre la vita va come dovrebbe! Non sempre va come noi ci aspettiamo o come vogliamo; anzi quasi mai va così...a volte veniamo travolti da eventi molto più grandi di noi; cose che ci trascinano in un vortice, non ci fanno respirare, ci stringono alla gola e ci trattengono su un fondo da cui è difficile risalire. Ci sentiamo persi; vuoti; soli; sconfitti...e ti chiedi cosa cazzo hai fatto per stare così; perchè tutto questo succede a te; perchè per te non c’è mai qualcosa che può girare bene? Sono i momenti come questo in cui rimpiango di non essere brava con le parole; come si fa a non essere mai bravi con le parole?! Forse non sono una buona amica, non basta il sostegno morale alle volte; che poi, infondo che sostegno morale ti posso dare? Non sono nemmeno in grado di capire realmente come stai...leggere il tuo post mi ha distrutta e purtroppo non posso dare una risposta alle tue domande; vorrei ma non posso...non ho una risposta e non credo che qualcuno possa rispondere. C’è chi dice che siamo noi i fautori del nostro destino...io non ci ho mai creduto! Purtroppo non credo in molte cose; ma il destino è una cosa che ti capita tra capo e collo...ti può andare bene e ti può andare male!  E sono di nuovo senza parole...al momento ho solo le lacrime...com’è che sei l’unica persona in grado di farmi piangere? Non so se sia un pregio o un difetto...va presa un pò così! Al momento mi viene solo da dirti che mi fa rabbia sapere che stai così; sei una persona troppo buona perchè ti capiti tutto questo...e a volte la vita è ingiusta...però c’è un disegno per tutti noi; non sempre comprensibile, ma il disegno c’è...forse l’unica cosa da capire è che non sta a noi decidere se il “disegno” sia giusto o sbagliato, è inutile stare li a puntualizzare, tanto non lo si può cambiare! Nella vita non si sa mai come andrà; le cose cambiano e si trasformano nel giro di un secondo...credo che dobbiamo smetterla di farci domande su domande...la vita va vissuta; non c’è tempo per farsi le domande...e va bene, come dici te, io sono una troppo impulsiva e forse non penso mai alle cose che faccio...le faccio e basta! Però alle volte anche essere troppo riflessivi può essere un difetto; a pensare troppo su certe cose si rischia di perderne molte altre. E ripeto, parlo bene (si fa per dire..data la mia conoscenza dell’itaGliano! Sorriso ), perchè non essendo nella tua situazione non la posso capire perfettamente...forse non so come si sta ad essere in bilico su quel filo che piano piano sembra cedere sempre più...solo tu lo sai...però se vuoi sono qui...magari stare in due su un filo è difficile..ma se cadi ti posso dare una buona rete di protezione Sorriso! Non so che pastrocchio ho scritto; non so se ci si capisce qualcosa di tutto ciò che volevo dire...ti voglio solo bene!

Bacio, Giada
12月13日

Salsa, Streghe e Cadute

Giorno gnocchi! Siccome dicono che ridere faccia bene alla vita vi racconto la mia ultima figuraccia di ieri sera. Questo tanto per rendervi la giornata più felice e per farvi capire che c'è chi, come me, è molto ma molto più sfigato di voi! Come tutti i mercoledì sera sono andata a lezione di latino americano al Narciso; dove dopo fanno la serata latina. Fin qui tutto ok: la lezione è andata bene e la serata è iniziata tranquillamente...poi c'è stato l'evento! Me ne stavo felice e contenta a farmi i fatti miei sul divanetto quando uno del mio corso, di cui non farò il nome (anche perchè lo ignoro e per fortuna che lo ignoro...) mi chiede di ballare; così ho pensato, nella mia testolina malata: <<Perchè no?! faccio un balletto e poi me ne vado!>>. Ecco: mai pensiero fu più sbagliato e portatore di sventure! Iniziamo a ballare e già il tipo si lamenta dicendomi: <<Sei troppo rigida! Mi tocca trascinarti...non devi fare resistenza, stai più morbida!>>, questo poteva anche non essere sbagliato visto che sono un legnetto; così decido di rilassarmi e farmi condurre dal nuovo Barishnikov del latino americano. Sbagliatissimo! Questo inizia a girarmi e rigirami facendo passi e figure che io ignoravo...mi dice anche il nome di alcune di esse e io: <<Ma si sono fatte al corso? Perchè i nomi delle figure non me li ricordo mai...>> e lui: <<No, è che io ho già fatto scuola di latino! Ballo dal 2005 a Cinigiano...>> e io: <<Allora sei già bravo!>> e queste furono le ultime, fatidiche, parole famose. Il tipo mi fa un sorriso e mi lancia, nel senso più letterale del termine, con un pò troppo sprint; nel frattempo che io sono nel lancio un altro, che ballava vicino a noi, vede bene di inserire il suo dolcissimo piedino tra i miei e io finisco spiaccicata al suolo nel bel mezzo della pista! Anche perchè il mio Barishnikov di fiducia non è che dopo il lancio mi tiene; no, troppo ovvio! Vede bene di aiutarmi ad adagiarmi sul pavimento...io, con la rapidità di un bradipo con una zampa rotta che mi contraddistingue, dopo essere rimasta a ridere un quarto d'ora sdraiata a terra mi alzo e vado a "nascondermi", mentre non c'era uno str...o nel locale che non ridesse per la scena, dietro al giacchetto di Manuel che era di un bell'arancione fluorescente...il sedere mi faceva malissimo per la culata battuta; però mi veniva da ridere anche a me e non riuscivo a fermarmi (anche se credo fossi diventata rossa come un peperone). Mi infilo velocemente il cappotto e sconsolata della figuraccia inizio ad attaccare il pippone a Manuel sul "perchè capitano tutte a me"; lui, ovviamente, per consolarmi dice di non aver mai visto nessuno cadere in pista! Il Barishnikov, dopo, è venuto a scusarsi...sembrava anche dispiaciuto...e io con il mio sorrisino: <<Figurati, non è stata colpa tua! Non mi sono fatta niente...>> o almeno questo era ciò che usciva dalla mia bocca! Nella mia testa invece lo insultavo e lo maledicevo! Come è giusto! Comunque dopo questa bellissima figuretta me ne sono andata dal locale...e siamo giunti alla fine della storia! Ora la mia domanda è: ma perchè sono così sfigata da attirarmi addosso questi eventi più o meno giornalieri? Come dice il mio tatuaggio: ciò che siamo e che diamo in questa vita ci viene restituito nelle prossime. Forse io nella mia vita passata ero una strega che mangiava i bambini! Non saprei davvero cosa dire...al momento sto cercando di rimediare, nel dubbio, con la mia scelta vegetariana in questa vita! Per la prossima vedrò di rimediare in qualche altra cosa; magari, per ora, smettere di maltrattare i vecchietti potrebbe essere un inizio...nel frattempo tenterò di affinare le mie pratiche di aruspicina! Fatto è certo che per un bel pò nessuno mi vedrà più ballare in pubblico se non con Lorenzo, il mio ballerino, almeno di lui mi fido!
Baciotto, Giada
 
12月12日

Ricominciare...

Giorno bimbi! Ultimamente tutto gira un pò stranamente...non so dove andrò a finire e credo che sia la prima volta nella mia vita. Bho si starà a vedere! Per ora va così e sono contenta. Mi sto guardando dentro e fuori; guardo le persone che mi circondano, le cose che fanno e che dicono...non si può far a meno di giudicare le persone, nel bene o nel male, ci facciamo sempre un'idea di loro e quello è comunque un giudizio. A volte scopri che sbagli di grosso a giudicare le persone, ma finchè non lo provi sulla tua pelle, nonostante le persone te lo dicano, continui ad andare dritto per la tua strada. Vabbè! Si cerca cose nuove, sempre, per ricominciare...e si butta via quelle vecchie! Ad oggi ho buttato via un pò di cose; l'ultima è il blog su splinder, ormai non ci scriveva più nessuno! Adesso ci si dedica al ricominciare anche con un nuovo blog! Come dicevo per ora va e va bene così; poi si vedrà...al momento l'unico pensiero sono gli esami e che, per uno gnocco, tutto si sistemi; quello si che sarebbe un grandissimo regalo di Natale!
Bacio, Giada
12月6日

Solo per pensare...

Giorno! Mi arriva e vi rigiro questo "annuncio". Non voglio che lo assecondiate, vorrei solo che ne prendeste atto...so che magari può sembrare una cosa sciocca; ma a me sembra ancora più sciocco sapere che in Italia questa persona fa la vivisezione sugli animali e non fare niente...
 
Il giorno 7 dicembre è il compleanno di Giovanna Soprani, proprietaria dell'allevamento Stefano Morini di San Polo d'Enza (RE); azienda che alleva cani, roditori e conigli per i laboratori dove si pratica vivisezione.

Vi chiediamo di spendere una piccola parte del vostro 7 dicembre di quest'anno per contattare l'allevamento sopraccitato, e ricordare a chi sta spegnendo le candeline che la vivisezione è orribile.

Non siate offensivi, ma scrivetele e telefonatele in molti.
Ricordiamo alla signora Soprani che il lavoro che si ostina a fare non è dimenticato da nessuno!

ALLEVAMENTO STEFANO MORINI
Via S.Giovanni Bosco 7
42020 S.Polo d'Enza (Re)
E-mail: info@stefanomorini.com
Tel. 0522 873424 - 0522 873425 - 0522 873426 - 0522 873427 Fax: 0522/874600




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Chiudere Morini
c/o MBE 222
C.so Diaz 51
47100 Forlì
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Bacio, Giada
12月5日

Addio

"Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico..."
F. Guccini

 

Baciotto, Giada


12月3日

Favola...

"Ora vi racconto una storia che
Farete fatica a credere
Perché parla di una principessa
E di un cavaliere che
In sella al suo cavallo bianco
Entrò nel bosco
Alla ricerca di un sentimento
Che tutti chiamavano amore
Prese un sentiero che portava
A una cascata dove l?aria
Era pura come il cuore di quella
Fanciulla che cantava
E se ne stava coi conigli
I pappagalli verdi e gialli
Come i petali di quei fiori che
Portava tra i capelli
Na na na na na na na na na…
Il cavaliere scese dal suo cavallo bianco
E piano piano le si avvicinò
La guardò per un secondo
Poi le sorrise
E poi pian piano iniziò a dirle
Queste dolci parole:
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…
La principessa lo guardò
Senza dire parole
E si lasciò cadere tra le sue braccia
Il cavaliere la portò con se
Sul suo cavallo bianco
E seguendo il vento
Le cantava intanto
Questa dolce canzone:
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…"

Chi è che non sogna una favola?

Baciotto, Giada

11月29日

Buonanotte All'Italia

Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
che era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul muro con un cielo privato
fra San Pietri e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
e di segni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare...
 
Luciano Ligabue
 
Baciotto, Giada
11月28日

Tempo al Tempo

Giorno bimbi! Stamani sarà già la decima volta che ascolto a ripetizione l’ultima canzone del Liga...oltre ad essere bellissima credo sia profondamente vera! Sono giorni un pò strani questi: difficili e confusi. Prima si fanno le cazzate e poi ce ne pentiamo. Per fortuna dice che le prime anche se non si scordano servono a crescere e capire; riguardo ai secondi, il tempo cura tutto, dobbiamo solo dare tempo al tempo! Ma se anche il Tempo ha bisogno di tempo a noi il tempo chi ce lo dà? Vabbè bella domanda; ma sono quelle classiche domande “potenti” a cui non arriverà mai nessuna risposta...e purtroppo non si vive di domande ma di risposte. In questo momento ho solo bisogno di amici, veri amici...sto cercando di recuperare un bel pò di rapporti e ne sto mettendo in discussione molti altri. Non so se sia giusto o meno, ma chi può saperlo? A volte ci si arrabbia tanto con gli altri, gli si attribuiscono molte colpe e tutto per non ammettere che in realtà la colpa di tutto è solo la nostra...”A parte che gli anni passano per non ripassare più e il cielo promette di tutto ma resta nascosto lì dietro il suo blu...”; cosa tremendamente vera...l’unica certezza è che gli anni passano e tutte quelle promesse fatte? Le promesse a volte non si riesce a mantenerle. Non perchè non vogliamo, ma, sempre certe volte (anzi, molto spesso), le cose vanno in modo semplicemente diverso da come ce lo aspettavamo e non è possibile tenere fede a tutto quello che si dice. A volte poniamo le basi di rapporti su cose prettamente sbagliate; si fanno stronzate o cazzate e qualcuno le giustificherà. Ma quelle sono solo le punte degli iceberg i problemi di fondo sono altri e stanno molto, molto più giù, molto più nel profondo. A volte ci si stanca di passare sempre da cattivi, da stronzi e da trascinatori...e questo solo perchè si ha modi di reagire diversi: perchè uno non piange non significa che non stia male, a volte chi non piange sta peggio di chi piange sempre; se uno prende le cose a ridere non significa che non gli brucino dentro fino in fondo...però a volte arrivano certi momenti in cui ti devi guardare dentro e devi smetterla di incolpare gli altri per le cose che fai; arrivano i momenti in cui guardi indietro e dici: “dove ho sbagliato?” E non sai capire bene dov’è stato l’errore, o quando e stato; ma sai che l’errore c’è stato e sai che è sempre per quell’essere diversi che ci caratterizza che ognuno risponde alle cose nel “suo modo”. Arrivano momenti in cui perdi tutto per le cazzate e non ti resta altro che dimostrare alle persone come sei veramente, non come appari...non  ti resta altro che metterti in discussione e cercare di andare avanti partendo col dimostrare alle persone a cui tieni o che non vuoi perdere quanto vali davvero...per gli altri ci sarà tempo! A volte le cazzate ci fanno davvero toccare il fondo del fondo...ma “Niente paura, niente paura; niente paura, ci pensa la vita mi han detto così...Niente paura, niente paura; niente paura, si vede la luna perfino da qui.”

Baciotto, Giada